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22/06/2007, ore 12:15 | commenti
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Quando ci vuole(nuovo blog)

coseinfila prosegue consequenzialmente su www.coseinfila.it

11/01/2007, ore 23:39 | commenti
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Reciproco

Il costoso trenino Milano-Malpensa su cui sto viaggiando è completamente sponsorizzato Expedia.it.

Cerco di capire se sia merito mio, avendo comprato il mio biglietto su Expedia, che Expedia faccia così tanta pubblicità. Oppure se se sia stata Expedia, investendo in così tanta pubblicità, a far si che io comprassi il biglietto.

Buon viaggio. Vado a Parigi.

Nel 2007, dopo un mesetto di riflessione, un coseinfila tutto nuovo.

26/12/2006, ore 17:49 | commenti (1)
tag viaggi, internet

 


Luttazzi si interroga, sugli avvenimenti. E io lo intervisto.

Ho intervistato Daniele Luttazzi. Che è davvero uno interessante. Sta per cominciare il suo tour Barracuda 2007, ma gli ho chiesto anche di internet.
L'intervista completa è sul nuovo www.ntwk.it

Mentre tutti aprono siti e blog, lei ha deciso di chiudere il suo blog. Perchè?
Io mi interrogo sugli avvenimenti. Praticando il blog mi sono reso conto che per la sua natura favorisce il populismo reazionario. Nel momento in cui ti accorgi di questa cosa, hai due possibilità: lo interrompi, o lo assecondi.
Per me il punto di riferimento resta che la satira è contro il potere e dunque, anche contro il potere della satira. Quando l’autore satirico accetta l’investitura del popolo, rinuncia alla sua vocaziona satirica. Deve far ridere, non dire “Questa è la verita, seguitemi”. Fare denucia, o fare politica, è un’altra cosa. La satira è un’arte, elaborazione culturale, dubbi e domande su quello che sta accadendo. Non bisogna confondere i campi. Però mi accorgo che è difficile comprendere come internet e i blog non siano mezzi neutri. Si registra una forma di onfalismo, la gente che è in connessione diretta con il proprio ombelico mentale… è pericolosissimo. L’allarme sta venendo dall’America, dove non a caso c’è gente che viene ricoverata per dipendenza psicologica da internet. C’è qualcosa che non va, in questo. (leggi tutto)

07/12/2006, ore 02:13 | commenti (2)
tag politica, internet, teatro, giornalismo

 


Gli esami non finiscono mai

Si può finalmente dire risolto uno dei temi caldi di questo autunno scolastico. Nella riforma dell’esame di stato, che andrà in vigore interamente solo nel 2009, l’ammissione non richiederà la sufficienza in tutte le discipline della pagella di giugno. A confortare le ansie degli studenti di tutto il paese è la senatrice Albertina Soliani(foto), relatrice del disegno di legge, che abbiamo intervistato. Non ci sarà bisogno della pagella completamente ‘pulita’, dunque? “No – risponde da Roma la senatrice in quota Margherita ex direttrice scolastica-, la responsabilità è data al consiglio di classe, che, in sede di scrutinio finale, deve aver valutato positivamente il percorso dell’alunno per ammetterlo all’esame”.
I fatti: il 4 agosto il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge del ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni. Il 17 novembre il ddl è passato in Senato, e ora approda all’esame della Camera.

La riforma prevede sostanziali modifiche: le più importanti l’introduzione della commissione mista, il nuovo sistema per crediti e debiti formativi, e soprattutto il ripristino dell’ammissione all’esame. Fino alla ‘matura’ dello scorso luglio infatti chiunque avesse frequentato l’ultimo anno era automaticamente ammesso all’esame. Su questo punto, anche da queste pagine, sono partite polemiche che hanno scatenato il dibattito tra studenti, nei corridoi delle scuole di tutto il paese, e nei forum sul web.

In una lettera aperta al ministro(spiace che non abbia ritenuto di doverci rispondere: chi scrive lo fa proprio per avere una risposta, no?) chiedevamo spiegazioni sul passaggio più ambiguo passaggio del disegno di legge. L’articolo 2 recita: “sono ammessi gli studenti che siano stati valutati positivamente in sede di scrutinio finale”. Sull’interpretazione del termine ‘positivamente’ si è aperta un’accesa disputa retorica.
Per ‘positivamente’ si intende dunque la sufficienza in tutte le materie, la media globale superiore al 6, oppure il giudizio globale del consiglio di classe?

A sentire i dirigenti degli istituti superiori locali, il criterio è il primo: ammissione senza alcun 5. Per Daniela Beltrame, dirigente del Csa di Trieste, ufficio provinciale del ministero, la situazione è la stessa: “Bisogna avere la pagella pulita”, dichiara dopo aver consultato l’ispettore ministeriale Barbierato. Per il vicesegretario nazionale Snals Achille Massenti, invece “E’ ancora molto vago, ma sembra che la decisione spetterà al consiglio di classe. In quella sede sarà formulato un giudizio complessivo”.

Di fronte a queste ed altre prese di posizione, è sembrato dunque logico contattare colei che a questo benedetto disegno di legge ha fatto da relatrice. La senatrice Albertina Soliani, spiega così il tutto: “Stanno cercando un’interpretazione molto burocratica, che non esiste. La legge fa delle scelte puntuali e precise, ma di carattere generale. ‘Positivamente’ significa che gli alunni devono essere valutati senza incertezze, e devono aver recuperato i debiti degli anni precedenti(a partire dal 2009, ndr). Vogliamo dare un messaggio alla scuola e ai ragazzi: bisogna arrivare allo scrutinio dell’ultimo anno avendo recuperato durante il percorso formativo, e non all’ultimo minuto. Infatti abbiamo imposto un monitoraggio più stretto anche sulle attività di recupero delle singole scuole”.

Il nocciolo della questione, il criterio dell’ammissione, come detto, “è affidato al consiglio di classe”.
E’ dunque un giudizio personale, soggettivo. “Non c’è nessuna indicazione ulteriore nella legge. Non so se nei decreti successivi ci saranno delle ulteriori precisazioni, ma secondo me è sufficiente così, con la piena responsabilità del consiglio che conosce personalmente gli alunni.”

Non può sfuggire un dettaglio. Quello che spiega finalmente la senatrice Soliani è l’impianto della riforma, basato sull’attuazione puntuale di una legge già presente, ma non rispettata. Non è così? “E’ vero – ammette-, al Parlamento interessa un recupero forte della capacità dei ragazzi di apprendere.

06/12/2006, ore 13:57 | commenti (1)
tag politica, scuola, guerra, giovani

 


Vittimisti

Insomma. Prima avevamo un presidente che si sentiva perseguitato. Ora ne abbiamo uno che un po' perseguitato lo era davvero.
Le vicende degli ultimi giorni mi mettono proprio di cattivo umore. Riescono a infondermi un' estrema tristezza. La morte di Anna Politkovskaja è stata atroce per tutti e angosciante per noi. Eppure era un assassinio, barbaro ma immediato. Fisico, tragicamente concreto.
Ma pensare che(questa è la sensazione, poi chissà come si evolveranno i fatti) siamo arrivati al punto che i presunti colpevoli-spioni-faccendieri si eliminino l'un l'altro a colpi di Polonio, come per condannare il contatto tra persone(e favorire le chiacchere al telefono, che saltano fuori anche quelle), è un po' romantico e molto triste.

01/12/2006, ore 18:30 | commenti
tag politica, guerra, giornalismo, prodi

 


Quelli buoni

"Mi sono vestita con il velo integrale islamico, il niqab, e sono andata in giro per Roma per veder l’effetto che fa."
Leggendo il reportage di Francesca Paci sulla Stampa(in nuovo formato tabloid, che sta iniziando ad ingranare - dicono +25% di vendite - ma nei primi giorni il lettore era un po' disperso), ho pensato le stesse cose che le avevo detto quest'estate intervistandola. Quelli buoni per davvero, ritornano sempre fuori.

27/11/2006, ore 01:17 | commenti (1)
tag roma, gente, giornalismo

 


Strenne

-Presto avremo un bambino, sarà il mio regalo per natale!
-Ma a me bastava una cravatta!














(Take the money and run)

26/11/2006, ore 12:08 | commenti
tag america, cinema, soldi

 


Più internet per tutti

Ormai internet è completamente necessaria. Ed è reale. Non solo compriamo i libri, la musica, i voli, le vacanze. Non solo ci informiamo, lavoriamo. Cerchiamo addirittura i ladri, ci bulliamo dei pestaggi. Partecipiamo al processo(democratico o meno) politico. Scriviamo sui blog, leggiamo i blog, che ormai sono le fucine dell'opinione nazionale. Ci sono davvero poche cose che quotidianamente non valga la pena di fare al computer.

Chi usa correttamente e correntemente il suo computer(è importante la proprietà intellettuale della macchina, con cui va stabilito un rapporto di amicizia, non di sudditanza, non di odio o incomprensione), spesso è soddisfatto della potenza e dalla facilità dei risultati che riesce a raggiungere.
Questo crea un certo appagamento, e un distacco tra queste persone e le altre, che non capiscono cosa ci troviamo in una rete di conoscenza, che connette tutto il mondo.

Ma questo è il bel mondo delle idee. Quello che ci piace, e che fortunatamente abbiamo, non è per tutti.
Secondo gli ultimi dati Nielsen, in ottobre 17,7 milioni di italiani si sono connessi ad internet almeno una volta. Visto così, il numero non sembra malaccio. Ma quanti di questi usano internet abitualmente e "consapevolmente"(e di conseguenza traggono un beneficio dall'uso e apportano un beneficio alla comunità)? Pochini, davvero. Sparo un numero, giusto per dire, esagerare: 5 milioni. 5 su 56.

Ora, ditemi pure che la classe dirigente è sempre stata contenuta in piccoli numeri, e tutte queste cose. L'uso del passato spiega tutto. E' stata. Siamo d'accordo che internet sta modificando la società in modo cruciale e velocissimo?

E allora puntiamo davvero molto, su internet. Per far crescere la quota. Contaminare il resto.
Bisognerebbe che:
a)chi decide, usi la rete, per capirne la potenza(mi spiace per le segretarie);
b)chi vive sulla internet italiana si renda conto che non siamo molto rappresentativi della società italiana;
c)chi non conosce o conosce poco internet, sia aiutato ed istruito, seriamente
Altrimenti stiamo creando solo un'altra nicchia. Certo, più grande, ma sempre nicchia.

24/11/2006, ore 16:25 | commenti
tag politica, internet, gente

 

La meglio gioventù che non ci piace guardare

Nell’ultima settimana i giornali hanno avuto cosa raccontare: è stata una progressiva invasione di succose cronache sulla ‘meglio gioventù’ tra violenza ed orgoglio, razzismo e insulto, esibizione, alcolismo, sesso e pornografia. E’ tornata di moda la parola bullismo.
Due settimane fa abbiamo letto(si fa per dire: quanti di noi lo hanno letto?) su Repubblica il drammatico racconto di Giuseppe D’Avanzo nella folle notte napoletana, dove ‘pariare’, divertirsi, non può per definizione allontanarsi troppo dalla sfida, dalla violenza, dalla vittoria di uno e dall’umiliazione dell’altro. Ci siamo scandalizzati. Ci siamo vergognati, a vedere come andavano le cose nel nostro paese. Ma è stato un flash. Oggi Napoli è dimenticata, c’è Torino con i picchiatori del ragazzo down e il cellulare, delirante, unico elemento comune tra tutte queste nefandezze. Poi c’è Livorno, con il video porno e la quattordicenne violentata. E poi ci saranno, ci sono, Bari, Firenze, Pavia, Ascoli, Trieste e altre ancora. Nell’indifferenza, di corsa dietro all’ultima, per dimenticare le altre.
Sono storie che conosciamo già, niente di nuovo. Basta scavare un po’ e si trova tutto. Storie in cui il termine ‘rispetto’ è abolito: assente. Storie di paura, di violenze, di esagerazioni, di disperazione, di droga ed alcool, tutte queste, sono ingredienti di un grande calderone esplosivo. Quando scoppierà, tutti urleranno. Ciò che ne esce andrà ad imbrattare una tela candida ed immaginaria, quella del non-dialogo. Sarà il quadro perfetto per descrivere due mondi che non si parlano. Che vivono uno sull’altro, vicini e completamente insensibili all’altro. Il mondo dei giovani, quelli che non ascoltano, quelli della legge del più forte, e quello degli adulti, quelli che non sono in grado di dare un esempio, quelli della legge che va infranta.
C’è almeno il fine, ad accomunare queste vicende parallele di illegalità: l’illusione del potere, del successo. Sesso, soldi, subito.
Desiderare ed avere, in un attimo, sono la stessa cosa.
A sentire quello che ci dicono, i ragazzi sono allarmati, e schifati. “Ma guarda che animali”, “Questa è proprio gente stupida, altro che la sospensione, ci vorrebbe un atto giudiziario”, “Non avrei mai immaginato una cosa simile”.
Ma sorge un dubbio: avete mai notato situazioni del genere nelle vostre scuole? “Certo, ma non di questa gravità”, “Si, c’è la gente che si picchia, ma lo vedo più come uno scherzo”.
Il gioco è presto fatto. Anche nella civile e protettiva Trieste le risse tra giovani si raccontano frequenti: “Devi andare nei posti giusti, quelli dove sai che può succedere qualcosa”, l’alcol è garantito, e la droga(trovarla) non è mai un problema.
Ma il problema non è locale, e dovremmo tutti smettere di interessarci al nostro privato interesse. E’ un dramma universale, ageograficamente sostenuto dalla potenza di fuoco di internet, che ha l’unica colpa di essere arma potente in mano di chi, decisamente non sa usarla.
Come insegna David Weinberger, filosofo di internet, “la rete riflette l’essere umano a 360 gradi”. Il problema non è il media, ma l’emittente, questi ragazzi disperati, il contenuto, questa violenza gratuita e catodica, e il destinatario, un pubblico di immaturi guardoni.